Wait4Sleep

Name: Tonyz

Thursday, June 15, 2006

Il ritorno di Lisa...parte seconda

Dopo un abbraccio durato quasi un quarto d’ora, Luca ed Elisa si appartarono per qualche ora a discutere del viaggio che aveva fatto in Grecia e da cui era ritornata, forse, un po’ meno timida di quando l’aveva lasciata.
La conversazione era stata intermezzata da abbracci dolcissimi, per poi essere sostituiti nuovamente dai suoi racconti del viaggio.
Ad un certo punto Luca si alzò di scatto e le disse:”Andiamo a fare una passeggiata in via Etnea, così ti ricordi come è fatta Catania!!”sorridendo”Ok?”…lei annuì sorridendo dolcemente, senza dire niente.
Dopo aver camminato tutta la mattinata i due decisero di andare a pranzare a casa di Luca,dato che per tutto il giorno, a casa sua, non ci sarebbe stato nessuno. Dopo le paranoie telefoniche della madre di Betty, sul fatto che “neanke si arriva a Catania e subito non ci si fa vedere a casa”, i due si sdraiarono sul letto e si appisolarono come fratellino e sorellina, dolcissimi e spregiudicati come due sposini la prima notte di nozze.
Dopo un pomeriggio di sonno venne una meravigliosa serata di tossicità e di alcolismo anonimo(ben accetto da entrambi)…saliti sul famoso tetto della riflessione(quello sopra la stanza di Luca), stettero per qualche ora abbracciati a coprirsi con un piumone caldissimo e con l’incoscienza di un ragazzo ed una ragazza innamorati…beh ma così, non era…due buoni amici…solo due buoni amici…niente coinvolgimenti sentimentali…STOP
Verso l’una decisero che era il momento di ritornare a casa e di rendere partecipi i genitori di Elisa della sua esistenza…
Tornando dalla via Etnea, Luca le chiese se poteva scattarle una foto col cellulare per ricordarsi della serata…lei annuì semplicemente…Click!


Thursday, January 12, 2006

Il ritorno di Lisa


Un senso di calduccio piacevole sosteneva il delicato sonno di Luca, tutto era perfetto finché la sveglia non decise di distruggere violentemente quella magia soporifera che si era creata tra lui ed il letto. Quella sveglia indicava però qualcosa per cui valeva la pena di rompere quella magia su citata, ossia l’importantissimo compito di andare in facoltà per giocare a carte, per vedere gli amici, e perché no, per conoscere qualche nuova sbarba…così giù di corsa per le scale a fare colazione e salutare la family, salire di corsa per il sacro rituale della pisciata mattutina e del bidèlavatafacciadentiesbarbamento, dopodiché vestirsi di corsa e scappare in facoltà a seguire le lezioni di oggi(questo per la mamma)…..cazzeggiare(questo in realtà).
Subito di corsa in facoltà ad incontrarsi con gli altri, perché è da tanto che non ci si vede e la comitiva non è importante…è FONDAMENTALE!
Si perché in quel periodo i suoi amici erano le uniche persone che lo facevano sentire veramente amato e voluto bene, e questo senza chiedergli nulla in cambio, l’unica cosa che volevano in cambio era una certa sincerità di sentimenti e di azioni…prezzo che non risultava essere per niente ingiusto, dato che anzi, lui riusciva ad aprirsi a loro in maniera veramente sincera e priva di falsità.
La puttana dagli occhi neri come la pece, aveva lasciato solo aridità nel suo cuore…una tristezza che era parzialmente andata via solo dopo molto tempo, ma che si ripresentava ogni qualvolta la vedeva per strada, ogni volta cui le voleva parlare per capire di più, ogni volta cui voleva farsene una ragione…fortunatamente gli amici riuscivano a farla scomparire dai sui pensieri, o per lo meno la facevano diventare piccola, nera e puzzolente...puttana com’era!
Dopo una stretta di mano virile e un abbraccio caloroso a tutti, Luca si accorse che c’era qualcosa che non andava, ma soprattutto che tutti quanti lo guardavano con l’aria emozionata di chi aspetta che succeda qualcosa da un momento all’altro…
In effetti qualcosa di diverso c’era, c’era qualcuno in più nella comitiva, qualcuno che qualche settimana fa non c’era…"LIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIISAAA!!!!!"

Wednesday, December 14, 2005

Attraversare la notte...

Attraversare la notte...
Era una notte tranquilla e piena di stelle, quella che si sta consumando in solitudine Luca e la sua anima; lo chiama “momento accoppativo” lui. Esce dalla finestra della sua stanza, che altro non è che un soppalco; sale qualche tegola e si sdraia su di una sporgenza sicura, con il suo fido lettore cd, a guardare le stelle e a fare il resoconto della giornata, passata in effetti senza troppe motivazioni.
Dopo aver messo un album dei Tiromancino a lui caro, esce una malboro rossa smezzata e la poggia dolcemente sull’orecchio, dopodiché tira fuori una pallina di carta stagnola, contenente un profumo di malinconia così dolce, da farlo sorridere. Esce un volantino di un locale in cui sicuramente non andrà mai e lo taglia facendone un filtro; infine prende la King Size e mesce delicatamente la malboro rossa con la malinconia dal dolce sapore, appoggiando il filtro da un lato e chiudendola con un bacio sensualissimo al sapore di colla.
Dopo aver fumato questo cono di malinconica fattura, osserva le stelle…
Qualche minuto dopo il suo sguardo si dirige ai palazzi del centro, illuminati a renderli ancora più belli; cosicché il suo sguardo comincia a viaggiare per la città, estasiandosi alla vista del Duomo e dell’elefante posto al centro della piazza, di piazza teatro massimo innaturalmente vuota, della scalinata Alessi anch’essa vuota…è come se potesse volare per la città, con la maestosità di un gabbiano; si sente leggerissimo ma allo stesso tempo compatto ed inscindibile.
Questo finché una canzone non lo fa tornare sul tetto di casa sua, facendogli ricordare certe emozioni dimenticate da tempo, certi sorrisi scomparsi nel vuoto, certe promesse e certi progetti ormai senza senso, certi baci e certe carezze ormai fredde e senza vita …tutto scomparso nel nulla, senza lasciare tracce, ad eccezione delle lacrime di Luca che adesso bagnano il lettore cd.
A chi parla a chi parla questa notte che scende a chi resta a guardarla e nel buio si perde inseguendo un pensiero che varia come il vapore nell\'aria
attraversare la notte passandoci dentro senza essere ne troppo giusto ne troppo sbagliato e guardare la gente che entra e che esce dai sottopassaggi inseguendo miraggi
a chi parla a chi parla tutto questo silenzio dalle vie senza nome dei palazzi del centro inseguendo destini diversi ma nemmeno poi tanto tra uno sguardo veloce e un pensiero distratto attraversare la notte muovendomi lento senza essere ne troppo giusto ne troppo sbagliato e guardare la gente che entra e che esce dai sottopassaggi
attraversare la notte che arriva e che passa in fretta inseguendo miraggi.

Sunday, December 04, 2005

Ho smesso di credere...


Ho smesso di credere...Io ho deciso di illuminare un oceano, con la speranza che presto o tardi altri deboli fuochi di ribellione si uniscano alla mia luce.

Passiamo anni a cercare di capire cosa potremmo diventare, ad ascoltare consigli di persone che non si sforzano nemmeno di capirci.
Costretti a seguire il flusso degli eventi senza poter realmente alterare il nostro destino.

Come marionette accettiamo senza protestare le idee che vogliono insegnarci, senza riflettere sul loro fondamento.
Ormai siamo nel cerchio di fuoco, non c’è modo di uscirne senza scottarsi, senza carbonizzare una parte di noi stessi, i pochi che saltano il confine sono delle candele costrette a illuminare un oceano.
Cosa fare dunque?
Avvizzire dentro il cerchio nutrendosi di cibo già consumato, o rischiare di morire nell’incomprensione generale?
Non esiste una sola risposta ma tante sfaccettature diverse che caratterizzano il genere umano.
Così da poter formare una massa di calore omogeneo che possa contrastare il cerchio di fuoco che ci circonda quotidianamente

Catania più pulita


Uno dei due scugnizzi guarda l’altro e indicando con la testa Luca, gli fa capire che possono tranquillamente rompergli i coglioni perkè tanto lui nn reagirà…ha troppo la faccia da ragazzo tranquillo lui, occhi neri e capelli dello stesso colore, legati a sembrare un samurai di altri tempi, giacchettina dell’ Adidas stile Jonathan Davis, jeans strappati e un paio di gazelle blu…cammina a testa bassa facendosi i cazzi suoi…ha troppo la faccia da ragazzo tranquillo lui …e lo scugnizzo che riceve l’input pensa che uno così o le prende o le prende…e magari puoi anche rubargli qualche soldino, tanto lui se lo farà sgamare zitto zitto, senza dire “pio”…ha troppo la faccia da ragazzo tranquillo lui. Uno dei due si avvicina a Luca e dandogli volontariamente una spallata urla qualcosa come “Amico che cazzo fai???”, l’altro tipo urla “ehi ma stai attento, coglione!!!”, manco se lo avesse aggredito con una motosega…
Luca mantiene la calma e alza la testa, guarda al secondo tipo e cn gentilezza del tutto innaturale, alza la mano in segno d scusa.
Ma i tipi, ovviamente, non si tranquillizzano e continuano con la sceneggiata…”No amico! Tu gli hai fatto male ora gli domandi scusa!!”, Luca senza scomporsi “Mi sembra un po’ esagerato che io chieda scusa dopo che è stato lui a venirmi addosso…”, così senza neanche farlo parlare uno dei due gli allunga violentemente uno schiaffo con la mano destra e con una violenza tale da fargli istantaneamente sputare sangue e macchiare l’amico…così l’amico comincia a prendere a pugni in pancia Luca che non ha neanche il tempo di reagire, anche se vorrebbe con tutto il cuore.
“Ora pezzo di merda mi dai anche i soldi!!!Se gli avessi chiesto scusa non sarebbe finita così!!”, Luca sorride psicopaticamente come solo Jack Nicholson saprebbe fare, ma un pugno in faccia gli lacera il sopraciglio destro e gli fa sgorgare del sangue giù giù dal collo, fin dentro la giacchettina di Jonathan. In men che non si dica Luca è una maschera di sangue, ma la cosa allucinante è che le persone, non intervengono, ma anzi fanno finta di niente, omertosi di merda…
Mentre uno dei due sta per dargli una pedata in pancia, scivola all’indietro.
Luca approfittando della situazione utilizza le poche forze che gli restano per saltargli sulla pancia e colpirlo con i gomiti ripetutamente in faccia, più forte che può, con una violenza tale da far sembrare Arancia Meccanica un film d’amore.
Questo finchè l’amico non lo colpisce col piede destro sulla testa, per farlo spostare dall’amico che sembra stia diventando una fetta di spezzatino, ma senza alcun risultato in quanto Luca con un balzo si alza e repentinamente mettendogli la mano destra in faccia gliela percuote violentemente sul muro, producendo un rumore sordo del tutto innaturale…TUM TUM…questo finchè ad un certo punto il muro dietro il poveraccio si colora dolcemente di rosso e il mammoriano di merda non ha perso definitivamente i sensi, proprio come l’amico. Forse adesso è il momento di salutare i due amichetti con uno sputo al gusto di emoglobina e di farsela alla larga per un po’ da quel posto che fino ad allora non aveva mai visto cotanta violenza.

Monday, October 17, 2005

Una giornata troppo storta per essere vera..

Un giorno, non uno in particolare….uno dei tanti inutili giorni di Maggio, Luca era di ritorno dalla facoltà, immerso nel calderone triste dei suoi pensieri…pensieri che puntualmente non facevano altro che martellargli in testa:”MA CHE CAZZO NE STAI FACENDO DELLA TUA VITA??” oppure “SEI UN FOTTUTO TOSSICO CHE NON FARA’ MAI UN CAZZO DI SENSATO NELLA SUA VITA!!”…tutto ciò, per colpa delle parole di un professore che, o per via di sua moglie che lo opprime o per colpa di un’infanzia tormentata da suo padre k aveva strane ”esigenze sessuali”, sentendosi totalmente fallito, ha avuto la geniale idea di far sentire fallito proprio il nostro rocker.
Insomma il povero Luca era una demotivatissima ma incazzatissima bomba ad orologeria, pronta ad esplodere su chiunque avesse minimamente deciso di shakerare quel composto di nitroglicerina e tritolo che c’era dentro di lui.
Guarda un pò, due idioti dal capello a coppola di minchia stile Nino D’angelo, dai vestiti Versace pieni di finezza tarocca e dagli atteggiamenti di chi, se solo volesse, potrebbe avere tutti ai suoi piedi, perché sennò si chiama l’amico mafioso o il cugino del fratello di che cazzo ne so io, si trovavano ad incrociare lo sguardo nero di Luca…

Monday, October 10, 2005

Tutto disperso

Una fogliolina di carta strappata dal proprio letto dove riposava aspettando il momento propizio assieme ai suoi fratelli e sorelle, un biglietto del bus ormai usato, testimone di confusione e sapore di gente accalcata per arrivare ad una destinazione ormai incognita, un sigaretta smezzata ed un odore di libertà…di smarrimento..di svago..un angolo di follia pressata e sbriciolata.
L’erba adagiata sofficemente sulla fogliolina, adesso quest’ultima, la sigaretta e quello k rimane d un viaggio, fanno dolcemente l’amore…stringendosi e lasciandosi fino a formare un cono di meravigliosa fattura..poi tutto finisce e si consuma disperdendosi nell’aria come se scappasse assieme ai pensieri di chi la bacia…
3 minuti e poi lo smarrimento e l’estasi e i pensieri k sfumano e…tutto disperso…

Sunday, October 09, 2005

Il valore degli amici

I giorni in facoltà si susseguivano veloci, mentre l’estate tanto allontanata, si avvicinava pericolosamente assieme alla paura di non passare l’anno.
Il chiostro interno, luogo di eterno cazzeggio della gioventù universitaria, vedeva continuamente la presenza di Luca e dei suoi amici:

- Marco “punkabbestia” Catania: skinhead di sinistra, grande amico di Luca, identificabilissimo dalle sue scarpe che rappresentavano ormai la sua carta d’identità, un paio di distruttissime Cult rigorosamente nere e slacciate che portava ormai veramente da troppi anni, ma a cui era affezionatissimo, jeans aderenti di marca ignota e polo blu della Paul Frank.

- Andrew “Hawk” D’alessandro: altro grande amico di Luca, il cui nomignolo Hawk era stato affibbiato poiché era una delle poche persone a Catania che poteva, skatevolmente parlando, chiudersi qualunque trick volesse, impegnandosi al massimo una settimana, quasi da fare invidia al Tony Falco che tutti conosciamo.

- Antonio “MuDvAYnE” Almona: il musicista del gruppo, in realtà era un mediocre bassista fissatissimo cl gruppo metal su citato, che passava il suo tempo a dibattere su tecnicismi e strumentazioni musicali che in fondo non avrebbe mai potuto avere e che in fondo non avrebbe mai sfruttato se non a casa. Ma in fondo era un bravo ragazzo, e nonostante parlare con lui voleva dire parlare solo di una cosa, era pressoché voluto bene.

- Elisa “Betty Boop” Scardaci: una ragazza carinissima dai ricci capelli castani e dai gelidi occhi azzurri, colori che producevano un contrasto così innaturale che attraeva una miriade di ragazzi, per non parlare poi del fisico ben misurato con il suo piccolo seno, capace di far invidia a qualsiasi modella e il suo corpo asciutto con quel suo culetto piccolino ma sodo. Ciononostante questo, lei era una ragazza tanto timida quanto insicura, l’unica persona a cui si apriva completamente era Luca, con cui era troppo amica.

Ovviamente i frequentatori del chiostro che conoscevano Luca erano molti di più, ma questi quattro pazzi erano i suoi amici più stretti.
“Ou fascistone del mio cuore!” ridacchiava Luca rivolgendosi al Marco Punka, “Ciao gioia mia!!!” sorrideva senza scomporsi troppo il Punka…”oh la sai l’ultima?”sorrideva sghembo Luca “i miei vogliono mandarmi in Irlanda con mio fratello tramite l’associazione ‘anti tossicità tristezza cosmica’ di cui lui fa parte”…silenzio da parte di tutti…”dunque niente fraccozzi per andare in Irlanda??” interrompe Andrew ”beh magari di meno…e poi non ho l’obbligo di stare con loro una volta lì, dunque un pino qui e lì me lo butterò”…..”porca miseria ma può essere che quasi quasi gli dite di non andare in Irlanda perkè c’è la possibilità di non fumare???” interrompe brusco Tonyz MudvaYNe che forse era quello più assennato del gruppo.
“Ma c’è veramente sta possibilità??” sussurrando al suo orecchio “beh parto sempre con un centro di recupero tossicodipendenti, nn posso mica mettermi a spacciare fumo a ki invece dovrebbe far smettere..”pensieroso“mmm…allora forse non c dovresti andare”…ma forse non era poi tanto meno consumato degli altri…